Prime esperienze in un laboratorio di pasticceria ovvero abito a Lilliput

Dolci tipici napoletani negli occhi, odore di cornetti persistente sulla pelle, cappello da cuoco simil Ratatouille ancorato ai capelli: sono queste le prime immagini che mi vengono in mente del laboratorio di pasticceria, immagini di me e di quello che – profumosamente – mi circonda. Seguono questa visione romantica l’imparare fin dal primo giorno l’impostazione, l’organizzazione, il metodo, le attrezzature: tutto diventa velocemente un mantra per una pasticcion…ehm pasticcera apprendista come me.

cornetti

sfogliatella napoletana

Sapete? Mi sembra spesso di essere un abitante di Lilliput, di avere attraversato il confine ed essere arrivata nel paese natale di Gulliver dove tutto è grande, enorme, gigante! T-u-t-t-o è gigante: le pesate, le boule, le vetrine dell’esposizione… Cominciare la propria “carriera” da un locale nel centro di Roma, con 300 coperti, aperto praticamente h24, 7 giorni su 7, che copre dalla colazione al pranzo, all’aperitivo, alla cena e al dopoteatro – passando per tutte le varie merende possibili e immaginabili nel corso della giornata – è qualcosa che non avrei mai immaginato. Allo stesso tempo però capisco anche gli sguardi perplessi che mi si rivolgevano in fase di colloquio al momento in cui dicevo di avere due bambini piccoli: non era il solito razzismo nei confronti delle mamme ma il senno di chi conosce la fatica fisica e mentale e la quantità di ore necessarie per portare avanti il lavoro in un locale simile [la tentazione di ritornare a Lilliput e barricarsi dietro una porticina è praticamente perenne].

Mignon

girella alla crema

Kg di crema, mignon al taglio da preparare con certosina (ma velocissima) precisione, teglie su teglie di cornetti in tutte le salse, richieste di dolci per festeggiamenti last minute, placche di cioccolato che rivolgono auguri a nomi ogni volta diversi, impasti dolci e salati senza perdere di vista neppure per un secondo l’attenzione per il bello e la cromia nell’esposizione della merce nel banco. Che salto dalla scuola al laboratorio, che ritmi, quanti trucchi carpiti guardando le mani veloci dello chef che fa in un secondo quello che la tua testa ancora cerca di rendere pensiero.

panini al latte con cioccolato

cornetti pronti da cuocere

Babà, pastiere, capresi, tuppoli, parigine, panini napoletani… quante volte ancora dovrò impastarvi per imparare ogni vostro segreto?

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