A lezione di cucina con le amiche!

Quando mia cognata mi ha detto che per il suo compleanno avrebbe, insieme a una sua cara amica,organizzato un incontro tra donne per imparare a cucinare finger food sotto lo sguardo vigile di uno chef mi si sono subito illuminati gli occhi. E non avevo capito che sarei stata invitata anche io. Ma solo l’idea che qualcuno proponesse una cosa così figa (si può dire? L’ho detto!) mi aveva fatto scattare l’ormone, figuriamoci quando mi ha chiesto di prepararle una torta per l’occasione specificando a quel punto che sarei stata tra le allieve del corso. Forse non mi avete visto ma ho saltellato a lungo :)

corso di cucina con le amiche

Appuntamento alle 18.45. Il negozio/laboratorio dove si tiene il corso di finger food (e molti altri che ho già adocchiato!) mi rapisce: pentole pesantissime, abbattitori, tanti accessori (che vorrei trasferire magicamente nella mia cucina)… Tutte queste meraviglie sembrano loro a girarmi intorno più che io a loro: sono già carica per questa esperienza. Poi scendi le scale (e io l’ho fatto proteggendo con grande ansia il cake topper in pasta di zucchero a forma di bouquet e seguendo con altrettanta circospezione il destino delle due torte affidate all’organizzatore del corso, Francesco) e scopri che lì sotto c’è un mondo, il mio mondo perfetto, postazioni di lavoro disposte a U accessoriate di tutto punto, ingredienti che attendono il loro gustoso destino, una parete di frasi dedicate alla cucina. Le dita cominciano a formicolare, sbircio il menù, non mi faccio scoprire a sbirciare sul cellulare il curriculum dello chef Antonello Migliore, vorrei prendere appunti ma devo cucinare e allora mi accerto mille e più volte che le dispense mi arrivino il prima possibile (purtroppo la memoria non mi ha mai aiutato!), scatto foto a raffica sporcando la macchina di olio e burro, condendola con piccole e insidiose macchie ma lì per lì la cosa non mi preoccupa (lo farà successivamente). A volte mi sembra di vedermi dire sìsì con la testa, ubbidiente come un’alunna di prima elementare mentre lo chef spiega.

corso di cucina con le amiche  DSC_0388

corso di cucina con le amiche DSC_0358

 colore in cucina Riempire i paccheri

E’ stato divertente, originale, interessante. Un gruppo indisciplinato che ha messo a dura prova la pazienza del maestro abituato forse più a classi “serie” con grembiule e cappelli da cuoco che a un mix così variegato di donne. Il timore di ricevere gli uomini con un bel nulla sul tavolo ha però pian piano cominciato a passare nella testa di tutte e quindi, sempre con il sorriso of course, ognuna ha badato a qualcosa, concentrandosi su uno dei piatti in cottura, creando catene di lavoro per dar vita agli bauletti di bree, speck e menta oppure per inserire all’interno delle polpette una nocciola e passarle successivamente nel sesamo. E il risultato c’è stato (giudicate voi dalle foto!)

DSC_0410

Il finger food mi piace: fa subito convivialità e poi adoro i piattini, le ciotole trasparenti, i bicchieri che custodiscono miniature di porzioni in modo così perfetto. Ho riempito paccheri serviti in monoporzione, arricchito riso e verdure con quenelle di ricotta ed erba cipollina, ho scoperto che mettere nella focaccia con i pomodorini un pizzico di vaniglia la rende “nuova”, che in poco tempo si possono cucinare dei panini sfiziosi (chipà) che anche i celiaci possono mangiare (perché preparati con amico di manioca), che una abbondante grattugiata di zenzero fresco rende le polpette più “esotiche” e che certe piccole attenzioni possono essere una coccola in più per gli ospiti.

Finger food

Finger foodInsomma l’idea di cucinare tra donne in un mix di confusione, risate e chiacchiere è davvero divertente e la soddisfazione di veder pian piano scomparire ogni pietanza è come al solito grande. Tenetelo presente per il prossimo compleanno o perchè no? Per il prossimo regalo che dovrete fare a qualcuno del vostro gruppo di amici!

Beh, che dirvi ancora? Ah sì certo, la torta, la mia torta…. Approfittando di un momento di calma e della scomparsa momentanea della festeggiata, sono andata nella cucina professionale dei miei sogni a ricostruire la torta: pan di Spagna ripieni uno di crema al latte e l’altro di quella Rocher e successivamente ricoperti di ganache al cioccolato. Intorno alla base dei biscotti Togo mentre il primo piano era circondata da codette di cioccolato: la questione golosità era quindi decisamente sistemata! Per fare “un po’ di scena” e puntare sul colore a contrasto avevo preparato durante la settimana un bouquet di rose e fiori in pasta di zucchero montato su una semisfera di polistirolo ricoperta con pdz marrone: qualche ora la sera e un po’ di stuzzicadenti a sostegno et voilà le jeux sont fait!!! ;)

Torta due piani con pdz

EmailFacebook0Google+0LinkedIn0Pinterest0Twitter0